INVITO ALLA VISIONE - Un film epico: Troy

INVITO ALLA VISIONE Un film epico: Troy

La tentazione di trasporre su pellicola cinematografica le vicende dell’Iliade non ha mancato di sedurre molti registi, attratti soprattutto dalle possibilità offerte da alcuni episodi oppure dal fascino di un personaggio come Elena.

Elena di Troia, di Robert Wise (1956), con Rossana Podestà nel ruolo della protagonista, era probabilmente il più famoso dei film ispirati all’Iliade, prima dell’uscita di Troy di Wolfgang Petersen (2004). Al di là delle numerose incongruenze e infedeltà rispetto al poema, come la morte di Menelao o il fatto che Achille e Patroclo siano presentati come cugini, la sceneggiatura di Troy ha il merito di mettere in luce la natura politico-economica della spedizione greca, al di sopra degli affetti privati. Achille, interpretato da Brad Pitt, è l’eroe che combatte in difesa del proprio nome e della gloria, in opposizione al criterio della ragione di stato e del dominio che accende le ambizioni di conquista di Agamennone. Alcune battute di quest’ultimo sono esemplari dell’antagonismo tra i due personaggi: «Se Troia cade io controllerò l’Egeo [...] attaccherò con la più devastante forza mai vista [...] io ho costruito il futuro, io: Achille è il passato, un guerriero senza bandiera [...], Ettore combatte per la sua patria, Achille combatte solo per se stesso».

In realtà, nel film, un Achille inedito acquista maggiore gloria nel momento in cui rincorre il sogno dell’amore. Durante la presa e la distruzione della città, infatti, a seguito dell’inganno del cavallo, il suo unico pensiero è di salvare la donna amata. Colpito al tallone da Paride e destinato a morte imminente, l’eroe riesce finalmente a dire all’amata Briseide: «Tu mi hai dato la pace in una vita di guerra». Probabilmente nessun guerriero greco avrebbe mai pronunciato una frase simile, estranea alla «civiltà di vergogna» e vicina invece alla nostra percezione sentimentale dell’eroismo. Ciò non toglie che il respiro epico sia reso in modo efficace grazie all’enfasi tipica del cinema americano: alla fine del film la voce di Ulisse dà un senso alla guerra prospettando la fama futura degli eroi giusti e gloriosi, come Ettore e Achille, e l’oblio dei sovrani ambiziosi come Agamennone: «Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli, si dica che ho vissuto al tempo di Achille».

TROY

REGIA: Wolfgang Petersen
SCENEGGIATURA: David Benioff
ATTORI PRINCIPALI: Brad Pitt (Achille); Eric Bana (Ettore); Orlando Bloom (Paride); Diane Kruger (Elena); Peter O’Toole (Priamo)
ANNO E PRODUZIONE: 2004, Usa, Malta, Regno Unito

La dolce fiamma - volume C
La dolce fiamma - volume C
Epica