CARTA CANTA - Le ferite del capitano Lussu

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Le ferite del capitano Lussu

Le vie dei capolavori sono infinite. E ne esistono anche scritti controvoglia. Prendiamo il caso di Emilio Lussu: autore di imprese eroiche nella Grande Guerra, poi fondatore del Partito sardo d’azione, fu un implacabile avversario di Mussolini, che lo spedì al confino sull’isola di Lipari. Da qui Lussu evase in motoscafo per raggiungere Parigi, dove fu tra i fondatori del movimento antifascista Giustizia e Libertà. Alla metà degli anni Trenta, mentre il fascismo era all’apogeo e la democrazia in Europa pareva sul punto di crollare, Lussu giaceva ricoverato in una clinica svizzera, sotto falso nome, per sfuggire ai sicari del regime che gli davano la caccia.


Costretto dalla salute precaria a sospendere l’attività politica, bisognoso di denaro, si decise a seguire il consiglio di un amico, lo storico e politico Gaetano Salvemini, che da tempo lo esortava a scrivere un libro sulla sua sconvolgente esperienza di capitano della Brigata Sassari, durante il primo conflitto mondiale.

Perché riaprire vecchie ferite, proprio mentre cercava di rimettersi in sesto? In molte lettere Lussu avanzava dei dubbi radicali sull’operazione. Ma infine decise di mettersi all’opera, perché anche l’Italia avesse un libro da porre sullo scaffale dove stavano Niente di nuovo sul fronte occidentale e gli altri capolavori che avevano narrato la guerra di trincea senza abbellimenti retorici: una guerra intrisa di fango, sangue e alcol, nella quale a comandare troppo spesso erano inetti travestiti da generali.

Nacque così Un anno sull’Altipiano, dove Lussu condensò il periodo passato sulle montagne di Asiago, nel tentativo – riuscito a carissimo prezzo – di contrastare la Strafexpedition austriaca. Come gli altri suoi libri, anche questo naturalmente non poteva essere pubblicato nel nostro paese: infatti comparve nelle Edizioni Italiane di Coltura a Parigi, nel 1938, preceduto dalla traduzione spagnola, Un año de guerra, che vide la luce a Buenos Aires nel 1937, e seguito dalla versione inglese, Sardinian Brigade, uscita a New York nel 1939.
In Italia, dove pure circolò clandestinamente, poté essere stampato solo nel 1945, da Einaudi, ma pochi ci fecero caso, a cominciare dallo stesso Lussu, allora impegnato nel delicato ruolo di ministro dell’Assistenza nel primo governo libero, presieduto da Ferruccio Parri. Di Un anno sull’Altipiano si ricominciò a parlare solo negli anni Sessanta, quando l’editore torinese lo ripropose prima nella collana dei “Coralli” e poi in una fortunata edizione rivolta agli studenti delle scuole medie. Nel 1970 il regista Francesco Rosi ne ricavò un durissimo film di denuncia, Uomini contro, che a mezzo secolo di distanza dagli eventi ancora riuscì a sconvolgere l’opinione pubblica.

La dolce fiamma - volume A
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Narrativa