Verso l’esame

VERSO L ESAME Comunit educante e apprendimento diffuso prima parte Di frequente, nel dibattito pedagogico, sociologico e antropologico, viene presa in considerazione la funzione dell istituzione scolastica all interno della società e spesso, e a volte anche in contrasto con essa, si parla di comunità educante e di apprendimento diffuso. Ivan Illich ci ricorda che la scuola consolida pregiudizi e discriminazioni perché produce l effetto sociale di far considerare competenti e capaci, in un qualsiasi settore, solo le persone in possesso di determinati titoli di studio. L autore sostiene che la società scolarizzata produce disgregazione, separazioni e conflitti; viceversa, la liberazione da istituzioni scolastiche obbligatorie apre le porte a una società conviviale , fondata sul recupero del vero valore dell apprendimento, che nasce dalla curiosità personale e da un atto di libera scelta e che si può attuare nella condivisione. Nella convivialità gli strumenti moderni possono essere utilizzati dai singoli per i propri obiettivi, in unione con la collettività, e non sono patrimonio esclusivo di pochi specialisti. Per il pedagogista scozzese Alexander S. Neill, la scuola deve avere come unico obiettivo quello di far sì che il bambino sia libero di essere se stesso e deve rinunciare a qualsiasi disciplina repressiva. Le lezioni frontali devono essere sostituite da laboratori, senza obbligo di frequenza, che il bambino può scegliere liberamente, in base alle proprie attitudini e inclinazioni. Vivendo in comunità, poi, ci saranno occasioni per i bambini di scambiarsi le informazioni senza alcuna direttività dall alto : la conoscenza e il sapere cosi veicolati si manterranno leggeri e interessanti. Il candidato, avvalendosi anche della lettura e analisi dei documenti riportati, analizzi il ruolo della scuola nel mondo di oggi dal punto di vista sociale, culturale e pedagogico e i suoi rapporti con le altre agenzie educative e metta in luce le occasioni di apprendimento descolarizzato che il proprio territorio offre e le funzioni che queste assolvono rispetto alle esigenze della comunità. documento Il mio interesse per l istruzione pubblica lo devo a Everett Reimer, che ho conosciuto a Portorico nel 1958. Sino al nostro primo incontro, non avevo mai avuto dubbi sull importanza di estendere a tutti la scuola dell obbligo; ma insieme siamo arrivati a capire che per la maggior parte delle persone l obbligo della frequenza scolastica è un impedimento al diritto di apprendere. [ ] L istruzione universale non è attuabile attraverso la scuola. Né lo sarebbe di più se si ricorresse a istituzioni alternative costruite sul modello delle scuole attuali. Ugualmente non servono allo scopo né nuovi atteggiamenti degli insegnanti verso gli allievi, né la proliferazione delle attrezzature e dei sussidi educativi (in aula e a casa), né infine il tentativo di allargare la responsabilità del pedagogo sino ad assorbire l intera vita dei suoi discepoli. All attuale ricerca di nuovi imbuti didattici si deve sostituire quella del loro contrario istituzionale: trame, tessuti didattici che diano ad ognuno maggiori possibilità di trasformare ogni momento della propria vita in un momento di apprendimento, di partecipazione e di interessamento. 1 I. Illich, Descolarizzare la societ , Mondadori, Milano 1973, pp. 7-8. 402 | VERSO L ESAME | Tema di Scienze umane |

I colori della Pedagogia - volume 3
I colori della Pedagogia - volume 3
L’educazione dall’Ottocento a oggi - Quinto anno del liceo delle Scienze umane