5 - Emmanuel Mounier e Jacques Maritain

5. Emmanuel Mounier e Jacques Maritain 5.1 IL PERSONALISMO COMUNITARIO | Tra la fine dell Ottocento e gli Emmanuel Mounier Guerra fredda: guerra ideologica che, dal 1947 al 1991, contrappose le due maggiori potenze politicoeconomiche, Usa e Urss, e le aree del mondo sotto la loro influenza. liberista: proprio del liberismo, sistema economico fondato sulla libera iniziativa e nel quale l intervento dello Stato è ridotto al minimo. modello economico comunista: è basato sulla statalizzazione dei mezzi di produzione e la distribuzione dei beni di consumo tra la popolazione. inizi del Novecento, le straordinarie innovazioni introdotte nel campo scientifico e tecnologico, insieme alla difficoltà della Chiesa di comprendere e accogliere questi cambiamenti, avevano portato all affermazione di una cultura laica. Il campo ideologico veniva ora conteso tra due diverse concezioni dell essere umano e del suo ruolo nella società, che sarebbero arrivate allo scontro frontale durante la Guerra fredda, ossia: una visione che propugna la libertà individuale al di sopra di tutti gli altri valori e che trova espressione nella corrente economica liberista; una prospettiva che pone l accento sui legami sociali e indica finalità collettive per l essere umano, manifestandosi nel modello economico comunista. In questo contesto si colloca il personalismo pedagogico, una corrente di pensiero che, muovendo dalla filosofia, propone una terza via, incentrata sul concetto di persona e sulla cultura cristiana. Nella formulazione del personalismo viene attribuito un ruolo cruciale alla rivista Esprit, fondata nel 1932 dal filosofo francese Emmanuel Mounier (1905-50) e dai suoi amici. Il pensiero di Mounier nasce sul solco della crisi del 1929, che egli interpreta come una crisi non solo economica ma anche spirituale, morale e culturale. L autore scaglia una dura critica sia al capitalismo, che considera un sistema iniquo, basato sullo sfruttamento sistematico dei poveri a vantaggio dell egoismo di pochi, sia alla mentalità borghese che, tutta rivolta al falso valore del benessere, sacrifica il dinamismo e la creatività della vita alla comodità delle abitudini. Al rifiuto della mediocrità borghese è possibile ricondurre la scelta di Mounier di intraprendere un attività che non gli offriva sicurezze, qual era la direzione di una rivista, abbandonando la promettente carriera universitaria che gli si stava prospettando anche grazie all amicizia con personaggi di spicco, tra i quali il filosofo Jacques Maritain. Nel mondo accademico, infatti, egli scorge il rischio di sentirsi arrivati, di accontentarsi delle proprie soddisfazioni. Mounier prende le distanze sia dal cattolicesimo conservatore, alleato del fascismo, sia dalle risposte che il comunismo offre al problema della liberazione dell essere umano. Pur intrattenendo un dialogo costante con il marxismo e con le sue aspirazioni rivoluzionarie, infatti, arriva a definire il comunismo come il figlio ribelle del capitalismo, subordinato, al pari di quest ultimo, alla logica economicista che è alla base della sua teorizzazione. In particolare, per Mounier, il comunismo è colpevole di aver reciso la trascendenza, la tensione verso l assoluto, che invece è connaturata all essere umano. L autore riconosce nella spiritualità una componente fondamentale 100 | SEZIONE 1 | Tra Ottocento e Novecento: le fondamenta della pedagogia contemporanea |

I colori della Pedagogia - volume 3
I colori della Pedagogia - volume 3
L’educazione dall’Ottocento a oggi - Quinto anno del liceo delle Scienze umane